Ricordando Giovanni Paolo II

Al “mio Papa” …al “mio Papà”

…per dire Grazie!

Nel silenzio e nel raccoglimento vorrei continuare a ricordare il “mio Papa” Giovanni Paolo II. Non posso dimenticare quello che è stato per il mondo intero e mi auguro quello che dovrà essere per il proseguo di tutti noi: un’eredità che personalmente non potrò dimenticare.

Molte delle mie composizioni e in particolare il lavoro musicale “Nuovi con Te”, che propone in copertina la sua immagine accerchiato dai Giovani della GMG di Toronto, riprendono, per certi versi, il messaggio di tutto il suo pontificato. Ha detto in continuazione che essere cristiani significa diventare uomini veri, uomini nuovi con Cristo Gesù. Con la Croce di Gesù…con la nostra croce! E lo ha detto proprio a tutti, fino alla fine.

Molteplici i fatti che mi legano al “mio Papa” al “mio Papà”: il giorno dell’attentato, 13 Maggio 1981, mi trovavo in piazza San Pietro in gita con la parrocchia dopo aver ricevuto la prima comunione. Nel gennaio 2000, anno della mia Ordinazione Presbiterale e del Grande Giubileo dell’Incarnazione, esco con un Cd intitolato “…per dire Grazie!”, e a Maggio si reca dalla Vergine di Fatima per dire Grazie a Maria per la sua materna protezione.

Sempre nel 2000 a Marzo il grande viaggio del Papa in Terra Santa. Personalmente coi pellegrini mi reco a giugno nella Terra di Gesù, ad un mese dalla mia Ordinazione. E a Betlemme il grande dono: il frate sacrista come dono per la mia recente ordinazione mi fa indossare la casula che il Papa aveva indossato recandosi durante il suo pellegrinaggio al Santuario di Betlemme. Un dono-ricordo che non potrò dimenticare.

E l’ultimo episodio il 21 Aprile 2004, durante l’udienza Generale del Mercoledì. Ero sul Sagrato coi miei Genitori e quel giorno la grande gioia nel portare al Papa i miei lavori musicali.

Non trascorrono che pochi giorni e ricevo con gioia dalla Segreteria di Stato una lettera, dove affermava che il Sommo Pontefice era grato per il gesto, e mi esortava a tenere lo sguardo rivolto al Signore risorto, sorgente inesauribile di santità e di speranza, per contribuire alla costruzione della civiltà dell’amore e della pace. Mi impartiva la sua benedizione da estendere anche a quanti incontrerò nell’esercizio del Ministero.

In questo silenzio e con tanta nostalgia nel cuore chiedo a Lui che accompagni la vita di tutti noi con la Sua benedizione e ci aiuti a mettere in pratica il Vangelo che Lui ha vissuto e testimoniato con entusiasmo e con gioia fino alla fine. Grazie Grande Papa…Grande Papà.

p. Leonardo Civitavecchia
frate minore

IL PAPA AI GIOVANI

…alla nuova Civiltà dell' amore


S.S. Giovanni Paolo II alla GMG 2000

Cari giovani, è difficile credere in un mondo così? Nel Duemila è difficile credere? Sì! E’ difficile. Non è il caso di nasconderlo. E’ difficile, ma con l’aiuto della grazia è possibile, come Gesù spiegò a Pietro: “Né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli” (Mt 16,17). 

Questa sera vi consegnerò il Vangelo. E’ il dono che il Papa vi lascia in questa veglia indimenticabile. La parola contenuta in esso è la parola di Gesù. Se l’ascolterete nel silenzio, nella preghiera, facendovi aiutare a comprenderla per la vostra vita dal consiglio saggio dei vostri sacerdoti ed educatori, allora incontrerete Cristo e lo seguirete, impegnando giorno dopo giorno la vita per Lui! 

In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E’ Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna. 

Carissimi giovani, in questi nobili compiti non siete soli. Con voi ci sono le vostre famiglie, ci sono le vostre comunità, ci sono i vostri sacerdoti ed educatori, ci sono tanti di voi che nel nascondimento non si stancano di amare Cristo e di credere in Lui. Nella lotta contro il peccato non siete soli: tanti come voi lottano e con la grazia del Signore vincono!…

“Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo!” (cfr Lett. 368).

Guardo con fiducia a questa nuova umanità che si prepara anche per mezzo vostro, guardo a questa Chiesa perennemente ringiovanita dallo Spirito di Cristo e che oggi si rallegra dei vostri propositi e del vostro impegno.



…alla nuova civiltà dell’Amore:
per essere sale della terra…luce del mondo!

Il nuovo millennio si è inaugurato con due scenari contrastanti: quello della moltitudine di pellegrini venuti a Roma nel Grande Giubileo per varcare la Porta Santa che è Cristo, Salvatore e Redentore dell’uomo; e quello del terribile attentato terroristico di New York, icona di un mondo nel quale sembra prevalere la dialettica dell’inimicizia e dell’odio.

Cari amici: solo Cristo è la “pietra angolare” su cui è possibile costruire saldamente l’edificio della propria esistenza. Solo Cristo, conosciuto, contemplato e amato, è l’amico fedele che non delude, che si fa compagno di strada e le cui parole riscaldano il cuore.

Il XX secolo ha spesso preteso di fare a meno di quella “pietra angolare”, tentando di costruire la città dell’uomo senza fare riferimento a Lui ed ha finito per edificarla di fatto contro l’uomo! Ma i cristiani lo sanno: non si può rifiutare o emarginare Dio, senza esporsi al rischio di umiliare l’uomo. L’attesa, che l’umanità va coltivando tra tante ingiustizie e sofferenze, è quella di una nuova civiltà all’insegna della libertà e della pace. Ma per una simile impresa si richiede una nuova generazione di costruttori: voi, cari giovani! Nei vostri cuori e nelle vostre mani è racchiuso il futuro. A voi Dio affida il compito, difficile ma esaltante, di collaborare con Lui nell’edificazione della civiltà dell’amore.

• Giovanni Paolo II – GMG Toronto, Downsview Park, Sabato, 27 luglio 2002





P
er Fra Leonardo è nell'amore francescano che nasce il desiderio di esprimere in musica quei sentimenti profondamente religiosi che lo legano alla sua scelta vocazionale. Lo definirei il messaggero di San Francesco perché con parole semplici in armonia con la musica esprime concetti profondi attraverso il canto, una voce "calda" che riempie il cuore di chi è all'ascolto. Sicuramente in questi anni è cresciuta anche la sua capacità musicale, la sua partecipazione a vari concerti e festival tra cui "il Mondo canta Maria" a Schio gli ha permesso di poter affinare il suo talento, quindi anche il titolo del cd "Nuovi con te" vuole essere anche a conferma di una crescita spirituale e artistica di Fra Leonardo e di tutti coloro che s'incamminano nella strada di Dio cercando ogni giorno di essere uomini nuovi.

Paola Maschio IMC
www.informusic.it




Nuovi con Te

Di fronte ai fatti brutti della storia, siamo sempre più incredibilmente terrorizzati: ci sentiamo deboli, vulnerabili, e tocchiamo con mano il crollo di tante nostre certezze.

Ma è la presenza di Dio in mezzo a noi che ci fa credere e ad andare avanti con speranza.

Quel Duc in Altum, risuanato subito dopo il Grande Giubileo dell’Incarnazione, continua a risuonare ancora oggi.

E da Toronto, con rinnovato impegno, il Papa chiede ai giovani, e a tutti noi, di essere i costruttori di una nuova civiltà dell’amore, edificatori di nuovi cammini di giustizia, di pace.

Con questo mio nuovo lavoro musicale, con la semplicità e la bellezza del canto, vorrei dare pace e speranza a questa nuova umanità del terzo millennio. Cambiando il mondo: Cambiando noi stessi, per una nuova umanità!

Fra Leonardo M. Civitavecchia









PRESENTAZIONE: “Nuovi con Te”
di Francesco Armenti, giornalista e scrittore
Foggia, Chiesa Gesù e Maria
23 Febbraio 2003

Quando presentai l’altro lavoro musicale in occasione del Grande Giubileo dell’Incarnazione “Per dire Grazie”, dissi a Leonardo: “non cantare mai per te, ma canta solo e semplicemente Dio: cioè la tua musica diventi evangelizzazione nuova nei contenuti, nel senso di trasmissione ma anche negli strumenti”. E posso dire che in questo sei cresciuto, Leonardo, in questo dimostri che hai la vocazione alla musica.

Questa raccolta è uno strumento di evangelizzazione perché, se l’altra volta Leonardo ha cantato la lode, oggi canta il Novum, la novità che viene dal Vangelo. Qual è il compito del credente se non quello di dare sapore, di dare sapienza a cose antiche ma sempre nuove, a cose vecchie ma sempre attuali per l’uomo, per l’uomo del terzo millennio? E questa novità, questa radicalità, Leonardo, la canta tornando e facendo nascere la sua musica dal Vangelo. E chi è l’Evangelo?  L’Evangelo è Gesù,il Cristo. L’Evangelo è il Messia.

Questa è la bellezza della musica religiosa, questa è l’importanza della musica che Leonardo, ma come tanti, assieme a Leonardo, cantano per annunciare il Vangelo. Una musica direi anche profetica. Profetica, perché? Pensavo a tutte le parole che si stanno dicendo, in questo periodo, a proposito e a sproposito sulla pace.
Parole da cui anche noi credenti ci facciamo a volte confondere. Rileggendo i testi di Leonardo anch’io ho pensato che termini come pace, gioia, speranza, ricorrono spesso nei testi delle sue canzoni.

Ecco il canto che diventa Kairòs, il canto che diventa momento favorevole per la conversione di ciascuno di noi, per l’annuncio di Cristo. Leonardo ci dice che la pace non è solo un vago sentimento, ma che, per noi credenti, come diceva Bonhoeffer, la pace va osata per fede. Perché chi canta Cristo, chi professa, chi testimonia Cristo o è uomo di pace o non è cristiano. La pace per noi non è una meta politica. La pace per noi è una beatitudine.

L’ultimo aspetto che mi viene è quello che le canzoni, i testi che Leonardo ha scritto in questo cd, sono testi che richiamano la storia.

Il Papa, credo che sia questa sera, il personaggio principale. E riflettevo su questo tema: “Nuovi con Te”.

La scenografia disposta alle nostre spalle, raffigurante il Papa richiama in alto valori come il perdono, l’amore, la carità e la gioia; in basso invece parole che esprimono la negazione dei primi come la guerra, il razzismo, l’egoismo, il peccato, il rancore e l’odio… C’è una pagina di Paolo nella lettera ai Galati in cui dice quali sono i doni dello Spirito  e quali sono i doni del mondo, dell’odio. Noi siamo chiamati a essere nuovi, a rinnovare la nostra vita, a innervare dalla vita di Cristo la storia, attraverso il perdono, l’amore, la carità e la pace. Questo vuol dire, e questo fa di te, Leonardo, un cantautore amante anche di Giovanni Paolo II che una volta disse: “Io sono un pellegrino che cammina negli stretti marciapiedi della storia, ma con la sguardo sempre rivolto in alto”.

Che la tua musica nasca sempre dal tuo contemplare l’Autore di ogni lode, di ogni musica. Che la tua musica nasca dal cuore di Dio. Auguri!

Incontro con fra Leonardo Civitavecchia alla vigilia della presentazione del suo ultimo cd

Nuovi con te

L’amore alla Vergine e la fede certa in Gesù Cristo: è questa la sua vita... la sua musica

di Maria Menichella

           

            Non sarebbe necessario tratteggiare una sua biografia visto che ormai tutti lo conoscono e sanno ogni cosa sulla sua vita, sulla sua passione per il canto e sul suo desiderio di annunciare costantemente la Parola di Dio. Ma è importante ripercorrere i passi di un frate che ci racconta “chi canta prega tre volte”. La terra natia di fra Leonardo Maria Civitavecchia è San Severo, dove nasce trentadue anni fa. La sua passione per la musica comincia a venir fuori a sedici anni quando inizia a comporre le prime melodie e all’età di 19 esordisce come cantautore e compositore di una raccolta intitolata “Fra Leonardo canta fra Diego Oddi”. Poi il nostro frate francescano ha dovuto dedicarsi alla sua vocazione religiosa per la quale ha lasciato tutto. Il 5 gennaio del 2000, dopo anni dedicati allo studio, alla preghiera, esordisce nuovamente con una raccolta di dieci brani musicali che vanno sotto il titolo “…per dire grazie” .”Quando ho scoperto questo dono - dice il francescano - ho capito che questo era un talento che non potevo tenere per me ma che, come Francesco d’Assisi, dovevo mettere al servizio dell’uomo e della Chiesa”. Nei suoi testi è pre-sente l’amore e la profondissima de-vozione per la Vergine Maria, la straordinaria sensibilità di cogliere i problemi del mondo, la speranza in una fede certa in Gesù Cristo il tutto con uno spirito di gioia e ottimismo: questo il segreto del successo delle sue canzoni. Così, dopo tre anni di assenza, fra Leonardo domenica 23 febbraio alle 19.30 presso la Chiesa di Gesù e Maria presenterà il suo nuovo lavoro “Nuovi con te”.

Come hai capito che la musica avrebbe occupato un posto importante nella tua vita?

“Sin da ragazzo ho amato la musica che consideravo il modo migliore di comunicare, di raccontare agli altri quello che avevo dentro. Poi nacque in me la sincera ricerca di Dio, la vocazione e le sette note hanno accompagnato questo mio percorso. Fede e musica nella mia esperien-za sono legate da un file rouge che sottende amore a lode costante al Signore”.

La musica è…?

“La musica è messaggio. Un aspetto che aggrega tutti gli uomini al di là della lingua, del colore, dello stato sociale. È il linguaggio universale che ti permette di mettere fuori quel seme di amore che hai dentro. Per me la musica è una voce di pace e di speranza e soprattutto aiuta a essere felici. Quello che facciamo noi cantautori cristiani, il nostro scopo è quello di creare comunione, preghiera e gioia. In poche parole aiutare noi e avvicinare gli altri a Dio. Martin Luter King diceva: ‘Se potrò far sorridere qualcuno con una canzone la mia vita non sarà stata invano’. Io dico allora che i miei sforzi sono serviti a qualcosa perché la testimonianza della gente mi dice di essere riuscito in questo intento”.

In che modo credi di annunciare meglio la parola di Dio: con un’omelia o mentre fai un concerto?

“Io ho cominciato a parlare di Gesù proprio con la musica. Il discorso dell’omelia è venuto dopo. Oggi attraverso l’ordinazione ho la possibilità di annunciare attraverso la predicazione. Quello che conta di più è pregare e far pregare. Non credo sia possibile pregare solo con le parole. Le note volano molto più alto, e ‘chi canta prega due volte’ come diceva Sant’Agostino. Io dico, anzi, che chi canta prega tre volte!”.

Il prossimo 23 febbraio presenterai al pubblico il tuo nuovo lavoro. Di cosa si tratta?

“In questi tre anni di assenza, di riflessione, di incontri, ho alimentato in me il desiderio di fare musica, di cantare. Dopo 3 anni da ‘Per dire grazie’ posso dire che ritorno per cercare di dare e di annunciare all’uomo del terzo millennio il Vangelo di Gesù. Il significato del mio nuovo cd si evince dal titolo stesso ‘Nuovi con Te’. La T rappresenta una croce, quella T è Gesù. Quello che io dico sempre ai giovani, alle persone con cui ogni giorno vivo e annuncio la Parola è quello di non seguire padre Leonardo, o altri, ma di seguire Gesù Cristo. Per dirlo con le parole del Pontefice: ‘Sarete luce e sale della terra e per essere questa nuova civiltà dell’amore del terzo millennio occorre seguire Gesù’” .

La gente, gli amici, i familiari, i tuoi superiori come hanno visto questa tua passione per le sette note?

“Devo confessare che inizialmente erano tutti un po’ preoccupati perché dovevo giustamente privilegiare un altro tipo di formazione: quella umana, quella spirituale e quella culturale. Il discorso della musica era visto come distrazione. Ma con il tempo tutti hanno creduto in me e non posso non citare le parole del Padre Provinciale nella prefazione del fascicolo, una produzione del settimanale Viveur, che sarà distribuito gratuitamente la sera della preentazione e che raccoglie i tre anni di questa mia bella avventura in compagnia della musica, in cui si legge: ‘Ringrazio il buon Dio perché ha donato a Leonardo tanto entusiasmo e la voglia di annunciare come Francesco. Una chitarra e la voce sono strumenti semplici ma efficaci per comunicare il Vangelo in modo giovane al terzo millennio… E la raccolta ‘Per dire grazie’ è stata apprezzata e le canzoni sono ormai cantate da molti. Lo stesso speriamo avvenga per ‘Nuovi con te’”.

Cosa provi quando fai un concerto?

“All’inizio devo ammettere che da parte mia c’era un pizzico di orgoglio, e forse anche esibizionismo. Adesso quando canto il mio unico pensiero è quello di comunicare Gesù Cristo. Ma dico anche che un po’ di quello che io chiamo ‘orgoglio buono’, quello che serve a far bene, a non improvvisare, a prepararsi al meglio, è importante perché alla fine il messaggio religioso, cristiano che io trasmetto passa solamente se vissuto pienamente”.

Tu sei cantautore, ciò vuol dire che tuoi sono i testi, la musica, gli arrangiamenti. In quale circostanza componi?

“Sicuramente i luoghi legati alla mia nascita mi sono di grande ispirazione e aiuto quando voglio comporre. Ma non solo. Importanti sono anche i momenti in cui ricerco Dio, la preghiera, il silenzio. E tengo a sottolineare che quasi tutti i miei lavori sono stati scritti di getto senza alcuna costruzione”.

Dov’è possibile trovare il tuo cd?

“Il cd sarà venduto quella sera stessa. Sarà, inoltre, possibile trovarlo alle Edizioni Paoline e presso la parrocchia dove svolgo il mio ministero, cioè Gesù e Maria. Vi aspetto tutti domenica 23 per cantare insieme ‘Nuovi con te’. (Voce di Popolo 8.2.2003)




Grande affluenza di pubblico per la presentazione del nuovo cd di fra Leonardo Civitavecchia ofm

Cantautore per passione… e per missione

di Daniela Zazzara

         Piace ai giovani e agli anziani, alle suore e ai calciatori. Per questo erano proprio in tanti domenica scorsa nella sala teatro di Gesù e Maria alla presentazione del suo nuovo cd: Nuovi con te. Stiamo parlando di fra Leonardo Civitavecchia, frate minore del convento di Gesù e Maria, 31 anni, sanseverese, cantautore per passione… e per missione. Uno spettacolo, quello di domenica, con tanto di presentatrice, e ospiti, dalle autorità agli amici cantanti. Sono intervenuti infatti l’arcivescovo Domenico D’Ambrosio, il ministro provinciale p. Donato Sardella, il superiore di Gesù e Maria p. Pietro Carfagna, il parroco p. Armando Gravina, il delegato alla cultura del Comune di Foggia Nino De Rogatis, i cantautori Roberto Bignoli e Daniele D’Aco. Dopo la raccolta di esordio “Fra Leonardo canta fra Diego Oddi” del 1991 e il cd “…per dire grazie” del 2000, il nuovo disco conferma la crescita artistica e la maturità spirituale del cantautore francescano. Se infatti “…per dire grazie” raccontava la storia, la vita, l’amore di un giovane frate per un Dio che non è estraneo ma profondamente intimo, in “Nuovi con te” si avverte l’urgenza della evangelizzazione, della comunicazione, una missione più consapevole. È il richiamo del Papa, con quel Duc in altum, a essere costruttori di una nuova civiltà dell’amore, edificatori di nuovi cammini di giustizia, di pace.  (Voce di Popolo 1.3.2003)